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ARTISTE CONTEMPORANEE: Valery Franzelli, Serena Nicolì, Valentina Regola. /biàn•co/

ARTISTE CONTEMPORANEE
Valery Franzelli,
Serena Nicolì,
Valentina Regola. /biàn•co/

Dal 22 gennaio al 27 febbraio 2022

A cura di Melania Raimondi e Camilla Remondina di ACME Art Lab, con la precedente mostra Silvia Inselvini. Érebosrientra nel periodo che la Fondazione l’Arsenale intende dedicare ai giovani artisti contemporanei.

Sin dal titolo si evince che la mostra /biàn•co/, la collettiva che riunisce tre artiste contemporanee emergenti che operano prevalentemente sul territorio bresciano dove si sono formate: Valery Franzelli (Chiari, 1998), Serena Nicolì (Varese, 1985) e Valentina Regola (Brescia, 1995), tratta i temi dell’uso e della simbologia del colore bianco e, allo stesso tempo, dell’importanza della parola come mezzo per veicolare pensieri ed emozioni

Come teorizzato da Isaac Newton nel XVII secolo, il bianco, associato tradizionalmente alla purezza e al candore, raccoglie in sé tutti i colori dello specchio cromatico discostandosi dalle convinzioni precedenti secondo cui il bianco rappresentava una mancanza. 

Fin dall’antichità, attraversando luoghi, culture e religioni differenti, questo colore ha portato con sé vari significati contrapposti sia positivi che negativi, dal lutto alla nascita, dal vuoto all’opportunità. Nella filosofia orientale il bianco, e quindi il vuoto, è considerato uno spazio ricco di possibilità, una tela bianca pronta a mostrare l’essenza immateriale delle cose attraverso l’esperienza estetica, spirituale e sensoriale, mentre nella cultura occidentale è associato al nulla, diventando anche motivo di angoscia, un ostacolo non dissimile alla sindrome della pagina bianca. 

La ricerca di Valery Franzelli, Serena Nicolì e Valentina Regola è infatti accomunata dall’uso frequente e preponderante del bianco in tutte le sue sfumature di colore e significato.

Valery Franzelli riflette sul vuoto come spazio libero da preconcetti e limiti formali, generatore di opportunità. Infatti nelle opere Grido, Ombra, Profondo e Scrigno il foglio apparentemente bianco, grazia alla luce di Wood che lo illumina, rivela un significato più profondo e complesso di quanto possa sembrare ad un primo sguardo. In Oblio la carta, comunemente usata come supporto, diventa assoluta protagonista: si tratta essenzialmente di un foglio bianco, che deve essere ancora riempito, ma allo stesso tempo carico di parole, storie e pensieri appartenenti a pagine già scritte.

Se Franzelli sperimenta il mondo del possibile Valentina Regola esplora quello dell’immaginario, nella serie degli Anticariati oggetti recuperati dal passato assumono altre sembianze cambiando la loro percezione mediante l’uso del colore. La stessa metamorfosi avviene in Quando mi ritrovai dove l’elemento dello specchio viene alterato a seconda delle emozioni provate dall’artista nel momento dell’atto creativo e permette a chi guarda di scoprire una nuova consapevolezza di sé.

Infine Serena Nicolì, la cui ricerca indaga il mondo dell’interiore e della relazione con sé stessa e con l’altro attraverso l’analisi autobiografica, utilizza il bianco per la sua peculiare caratteristica di purezza come in Amore sprecato, un candido fazzoletto di famiglia su cui l’artista ha ricamato una poesia utilizzando i propri capelli; altre volte si contrappone all’idea di mancanza propria del colore rivisitandolo in una dimensione spaziale con 120 fiori.

Un’ altra tematica che lega e rende affini le tre artiste emergenti è l’uso accorto della parola, ricercata e scelta con cura come si trattasse di un vero e proprio componimento poetico, all’interno dei propri lavori, per questo motivo ogni opera in mostra è accompagnata da una breve composizione che evoca emozioni e suggerisce parzialmente una possibile interpretazione dell’opera, lasciando comunque all’osservatore la libertà di lasciarsi trasportare dai propri pensieri. Come queste suggestioni scritte anche la quasi totalità delle opere esposte è stata realizzata ad hoc per la mostra in linea con il progetto Artiste contemporanee voluto dalla Fondazione per valorizzare giovani artisti emergenti.  

Download allegati: COMUNICATO STAMPA_BIANCO_ISEO_14 GENNAIO

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ARTISTE CONTEMPORANEE: SILVIA INSELVINI. Érebos

ARTISTE CONTEMPORANEE
Silvia Inselvini. Érebos

Dal 4 dicembre 2021 al 9 gennaio 2022

 

A cura di Melania Raimondi e Camilla Remondina di ACME Art Lab, con la mostra Valery Franzelli, Serena Nicolì, Valentina Regola. /biàn•co/, rientra nel periodo che la Fondazione l’Arsenale intende dedicare ai giovani artisti contemporanei.

Érebosmostra personale di Silvia Inselvini (Brescia, 1987), simboleggia i binomi luce/oscurità, giorno/notte, pieno/vuoto. Nella mitologia greca Erebo è oscurità, tenebre, Inferno ma anche l’alba e la vita e rappresenta il luogo in cui le anime buone si radunano prima di giungere nei Campi Elisi. Figlio di Caos e Caligine, l’oscurità primordiale, Erebo è una divinità ancestrale che dà vita con la sorella Notte a diverse personificazioni tra cui la morte, la discordia e la miseria, tipicamente ostili, ma più interessanti sono quelle legate alla vitalità quali il giorno, il sogno ed Etere, ovvero l’astrazione del cielo più alto e della luce più pura raggiungibile solo dagli dei.

Per rappresentare i temi proposti, le ambivalenze intrinseche dell’Erebo e il percorso nelle profondità della Notte, alla Fondazione l’Arsenale di Iseo sono esposti i Notturni di Inselvini.

Si tratta di semplici fogli di carta coperti da strati e strati di inchiostro dati manualmente a penna ripetendo incessantemente lo stesso gesto a formare una sorta di buco nero su cui il visitatore, attratto dalla sua forza magnetica, può affacciarsi ed immergersi per contemplare il nero assoluto ma anche la luce da esso generata e riflessa.

Il lavoro di Silvia Inselvini si fonda sulla reiterazione, sulla ripetizione del gesto, sull’operare mediante una ricerca individuale radicata nella parte più profonda del proprio essere; da qui ha inizio la manualità, ossessiva e insonne, che caratterizza tutti i suoi lavori e che si confronta direttamente con i materiali a lei più affini, in questo caso specifico l’inchiostro e la carta.

Nei Notturni esposti cogliamo l’evoluzione dell’artista nella poetica ma anche nella tecnica: dai primi fogli in cui è possibile cogliere solchi ed irregolarità lasciati dalla penna ai più recenti caratterizzati da stesure talmente sature di colore da rivelare la qualità “metallica” e riflettente dell’inchiostro.

La mostra si presenta come un vero e proprio percorso; partendo dalla prima sala in cui la luce naturale riempie l’ambiente e dialoga con la brillantezza dell’inchiostro blu si giunge alle sale successive dove la luce è più soffusa e i lavori virano verso il nero più profondo, creando un ambiente intimo e raccolto.

In questo modo il visitatore è accompagnato in un viaggio che lo conduce all’Erebo e ad una profonda riflessione personale legata alla religione intesa come ritualità, alla persistenza drammatica della vita quotidiana, alla memoria e allo scorrere del tempo.

Un evidente riferimento storico-artistico è rappresentato dalla Rothko Chapel (1964-71), installazione carica di senso di attesa e di incompiutezza dovuto all’improvvisa morte dell’artista, le cui opere all’interno ricordano delle finestre affacciate sul nulla ma nelle quali è possibile osservare il tutto ed interrogarsi sull’esistenza umana, così i Notturni diventano specchio per vedere oltre all’apparenza e cogliere che è dall’oscurità che nasce la vita.

La stessa Silvia Inselvini definisce il suo modo di lavorare affine a quello di Mark Rothko per la tensione trascendentale e sacrale dei suoi dipinti, semplici e monocromi ma allo stesso tempo incredibilmente complessi sul piano psicologico. 

Il gesto reiterante dell’artista diventa un’attesa costante di risposte, così come la Notte si fa momento di attesa prima del Giorno.

Il progetto è sostenuto dalla galleria IAGA Contemporary Art di Cluj-Napoca
(Romania) che rappresenta a livello internazionale l’opera dell’artista. Inoltre la mostra si completa di un catalogo online prodotto dalla galleria e fruibile sulla piattaforma Issuu della stessa.

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Comunicato Stampa

 

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MARCELLO GRASSI. Archeologia dello Sguardo

MARCELLO GRASSI. Archeologia dello Sguardo

Dal 18 settembre 2021 al 7 novembre 2021

Una mostra a cura di Ilaria Bignotti in collaborazione con Camilla Remondina
e con il supporto della Galleria IAGA Contemporary Art, Cluj-Napoca, Romania
con il Patrocinio di Comune di Iseo

Il progetto espositivo consiste in una mostra personale antologica, retrospettiva e tematica del fotografo italiano Marcello Grassi (Reggio Emilia, 1960), conosciuto a livello internazionale per la sua vastissima indagine sulle vestigia del passato conservate in musei e siti archeologici europei.

In mostra sarà esposto un numero cospicuo di lavori attinenti alle campagne fotografiche di Grassi realizzate in prestigiose sedi museali, da Ravenna ad Arles, dal Louvre agli Uffizi.

Instancabile viaggiatore e catalogatore affamato della storia dell’arte e della cultura, Marcello Grassi avvia la sua indagine negli anni Ottanta e nel corso del tempo ha saputo raccontare, in un modo immediatamente riconoscibile, poetico e concettuale, la vitalità del patrimonio museale italiano ed europeo

Download allegati:

Comunicato Stampa

Foto in alto: Marcello Grassi, Erma di Auriga, Palazzo Massimo alle Terme, Museo Nazionale Romano, 2020, fotografia digitale, Stampa FineArt su carta cotone 100% Verona Natural White100% e montata su Dibond, 70×70 cm su concessione del Ministero della Cultura – Museo Nazionale Romano/Palazzo Massimo alle Terme, Erma di Auriga, 2020

Di seguito: Panoramiche delle sale espositive 

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GIUSEPPE CARTA. Germinazioni della Terra

GIUSEPPE CARTA. Germinazioni della Terra

Dal 26 giugno al 5 settembre 2021

La Germinazione è per l’artista l’atto della Rinascita e della Speranza di una nuova vita, porta nel suo grembo un messaggio propositivo di nuova linfa vitale che dà e restituisce bellezza anche dove questa manca.

La Germinazione è il tema principalmente trattato dell’artista, pittore e scultore riconosciuto a livello internazionale, che della Natura e dei Frutti della Terra ha fatto il leitmotiv di tutta la sua attività artistica iniziata oltre 40 anni fa. 

Le sue sculture dalle forme levigate e dal croccante realismo e i suoi dipinti, anch’essi traboccanti di un realismo finemente ricercato, sono veri inni alla Natura e alla Creazione.
L’installazione profusa delle sculture di Giuseppe Carta celebra la Terra e la Natura onorando il lavoro e l’impegno delle persone che abitano le terre del lago di Iseo, questo perché in omaggio alle sue celeberrime produzioni di Vino e di Olio, apprezzate in tutto il mondo, saranno installate due importanti sculture: un grappolo d’uva e una oliva.

Germinazioni della Terra, titolo indicato per tale esposizione, è pertanto un forte richiamo alla Terra che dà vita e nutrimento materiale e spirituale a tutti gli uomini che la abitano, al contempo è per loro un monito alla tutela e alla salvaguardia dell’intero pianeta Terra perché è dalla sua vita che dipende quella dell’uomo e di tutti gli altri esseri viventi.
Il messaggio così espresso di
forte valenza ambientale potrà divenire nelle mani del Comune di Iseo un importantissimo veicolo educativo e comunicativo di estrema rilevanza pubblica per le importanti tematiche in esso raccolte.

L’evento-mostra sarà composto da un corpo espositivo di particolare pregio: circa 73 sculture circa 20 dipinti raffiguranti nature morte e richiamanti i soggetti scultorei scelti. Il percorso espositivo vedrà coinvolte diverse location della città individuate nei giardini del Castello Oldofredi, nel Lungolago a partire da Porto Gabriele Rosa fino ai giardini Garibaldi e più specificatamente nei pressi del ristorante Lido dei Platani, nei giardini di Casa Panella, in Piazza Statuto. Lungo questo percorso saranno installate 45 sculture di grandi e medie dimensioni, alcune giganti, raffiguranti i frutti della Terra tanto amati dall’artista: il Peperoncino, il Pomodoro, l’Oliva, il Limone, la Ghianda, il Grappolo d’Uva, la Mela, la Melagrana, la Melacotogna, la Pera, la Cipolla e l’Arancia.

In piazza Statuto, adiacente la sede della Fondazione L’Arsenale, sarà installato un grande peperoncino rosso che idealmente indicherà il proseguo dell’esposizione, ospitata nelle sale interne dell’Arsenale, che differirà dalle precedenti presenze scultoree disseminate nella città perché presenterà, attraverso dipinti e orti ideali, la parte forse più intimista e riflessiva di Giuseppe Carta.

La Fondazione l’Arsenale ospiterà 28 sculture e circa 20 dipinti, così raccolti:

  1. “Orti della Germinazione” così definiti e chiamati dall’artista perché le sculture, collocate su
    pedane rialzate e ricoperte di manto erboso, sembrano germinare, nascere dalla Terra.
  2. “Natura dipinta” così definita l’opera pittorica di Carta che con minuzia lenticolare e un realismo
    disarmante indaga la Natura e i frutti della Terra.


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ANTONIO SCACCABAROZZI. Acquorea

ANTONIO SCACCABAROZZI. Acquorea

Da giovedì 29 aprile a domenica 20 giugno 2021

Una mostra di Archivio Antonio Scaccabarozzi, Milano
a cura di Ilaria Bignotti in collaborazione con Camilla Remondina
e con il supporto di Galleria Clivio Arte Moderna e Contemporanea, Milano-Parma
con il Patrocinio di Comune di Iseo

All’Arsenale di Iseo apre al pubblico un’importante mostra antologica dedicata all’artista italiano Antonio Scaccabarozzi (Merate, 1936-Santa Maria Hoè, Lecco, 2008), protagonista della ricerca concettuale degli anni Settanta e rivoluzionario inventore di un nuovo linguaggio pittorico tra gli anni Ottanta e il nuovo Millenio.

La mostra, a cura dell’Archivio Antonio Scaccabarozzi – diretto da Anastasia Rouchota, moglie ed erede universale della sua opera – e di Ilaria Bignotti, sin dal titolo legge l’indagine dell’artista nella sua relazione con l’acqua, intesa non solo quale materiale presente in gran parte delle sue mescole e sperimentazioni pittoriche, ma anche come riferimento teorico e progettuale della poetica dell’artista.

Una mostra che vuole essere, anche, un omaggio alla prestigiosa sede lacustre ospitante questo progetto, destinato a portare a Iseo una vasta rassegna dei principali cicli pittorici di Antonio Scaccabarozzi, con peculiare attenzione a quelli in cui l’elemento acquoreo, come componente costitutiva dell’opera o come allusione cromatica, è fondamentale.

Download allegati:
Comunicato Stampa

Comunicato Stampa EN 

Foto in alto: Antonio Scaccabarozzi, Iniezione endotela – cm3 8, 1980, acrilico iniettato in tela non preparata, 42×102 cm. 
Courtesy Galleria Clivio Arte Moderna e Contemporanea

Di seguito: Dettagli delle opere esposte

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Mostra fotografica virtuale. Colori, sapori, impressioni in tempo di Covid

Mostra fotografica virtuale. Colori, sapori, impressioni in tempo di Covid

Progetto rivolto agli alunni dell’Ils Antonietti di Iseo promosso dalla Fondazione l’Arsenale

Un progetto rivolto a docenti e alunni per la realizzazione di una mostra fotografica, frutto della sensibilità dell’individuo, attraverso scatti fotografici di vita quotidiana, all’attenzione della natura, degli animali, del territorio.
ln questo difficile periodo saper cogliere la bellezza, la dolcezza negli atteggiamenti, la solidarietà, in questo nuovo stile di vita che l’emergenza sanitaria ci impone, utilizzando la fotografia per catturare attimi della vita, che a volte sfuggono, la finalità valorizzarli in una mostra.
Il Progetto ha come obiettivo promuovere l’attenzione e la consapevolezza del difficile periodo storico causato dalla Pandemia, con scatti fotografici che verranno pubblicati in una mostra virtuale sul sito o sul profilo Facebook della Fondazione l’Arsenale, come documento storico-artistico testimonianza della sensibilità e riflessione del singolo nella comunità.

In foto: Iseo in bianco, scatto della Prof.ssa Graziella Belotti

“Ciò che ci è sempre sembrato scontato e banale, grazie a questo virus non lo è più. Tralasciando tutti i lati negativi portati da questa pandemia, essa ci ha permesso di rivalutare le cose o le persone da ritenere indispensabili e davvero importanti.”

Da una riflessione di Chiara Zampatti, 1I

Di seguito: Gli scatti divisi per classi: 1H, 1I, 1Q e 2Q degli alunni che hanno partecipato con entusiasmo al nostro progetto!

 

 

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Arte in dono

Arte in dono

Arte in dono

Artisti ed artigiani chiamati a donare opere a sostegno degli iseani colpiti dalla crisi del Covid-19.
Questa è l’iniziativa voluta dalla Fondazione in collaborazione con il Comune di Iseo.
Un’asta benefica, on line sulla nostra pagina Facebook per aiutare i nostri concittadini colpiti dalla crisi economica
Oltre 76 opere donate.

La mostra è stata allestita da Cristina de Llera e Annamaria Gallo

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