SEQUEL
MIRKO BEDUSSI, ALBERTO GOGLIO, NICOLA PEDRALI E GIUSEPPE RUMI

Dal 4 maggio al 9 giugno 2024

Una mostra a cura di Laura Dossi e Massimo Rossi (LovOglio APS)

con il Patrocinio di Comune di Iseo

Da sabato 4 maggio a domenica 9 giugno 2024

Sabato 4 maggio alle ore 16 presso l’Arsenale di Iseo si terrà il vernissage della mostra “SEQUEL”, una collettiva dei Maestri Mirko Bedussi (scultore), Alberto Goglio (pittore), Nicola Pedrali (scultore) e Giuseppe Rumi (pittore).

All’interno sono disponibili le card dei singoli artisti.

SEQUEL è il naturale proseguo di una prima collettiva dei 4 artisti bresciani già impegnati in una riflessione sul tempo. Nella sostanziale differenza formale e materiale proposta da questi maestri, vi è la comune ricerca del senso della temporalità (esperienza dell’anima e pretestuosa strategia convenzionale per il quotidiano) fino alla conclusione negativa di un non-tempo, inteso, quindi,
come eternità. La dimensione ciclica e incessante dell’essere informa tutte le cose, uomini compresi, e rende tutto sempre immutabile e immutato. La fine non è la fine e l’inizio non è mai davvero tale. Tutto sta in tutto e in ciascuno di noi vi è una contaminazione universale che ci allinea in una perfetta comunione materiale e spirituale. La tentazione della perdita dell’io è forte; la fascinazione induista e buddista è dietro l’angolo. Di certo, come diceva Pasolini all’interno di una sua celebre pellicola, “la verità non sta in un solo sogno: la verità sta in molti sogni”.
Mirko Bedussi, Alberto Goglio, Nicola Pedrali e Giuseppe Rumi sono docenti e colleghi presso il Liceo Artistico “Leonardo” di Brescia.

Massimo Rossi

GLI ARTISTI
MIRKO BEDUSSI

Mirko Bedussi nasce a Brescia nel 1966. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico, nel 1988 si diploma in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano. È docente di Discipline Pittoriche presso il Liceo Statale Leonardo di Brescia. Dal 1992 al 2018 ha esposto in numerose mostre personali e collettive, annoverando diversi riconoscimenti:
• Premio San Carlo Borromeo, Palazzo della Permanente, Milano, 1993
• Vincitore del Concorso per la realizzazione del monumento alla Capitaneria di porto, Catania,
1995
• Selezionato al Premio Colomba, Venezia, 2006
Le superfici delle sue opere, graffiate e lavorate a cera, sono definite con cura pittorica, fino ad apparire quasi levigate dal tempo più che dalla mano dell’artista. Il carattere, talvolta appena accennato, e la profondità dello sguardo dei suoi volti trasfigurano la materia in effigi mitologiche antropomorfiche: quasi reperti archeologici di un futuro potentemente trasfigurato.
mirkobedussi.tumblr.com

ALBERTO GOGLIO
Alberto Goglio nasce a Brescia nel 1967. Frequenta il Liceo Artistico e nel 1990 si diploma in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano. È docente di Discipline Pittoriche presso il Liceo Statale Leonardo di Brescia. Dal 2003 al 2017 è titolare della Cattedra di Decorazione e della Cattedra di Storia della Decorazione moderna e contemporanea presso la LABA, Accademia di
Belle Arti di Brescia.
Dal 2017 al 2020 è Docente di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Verona.
Goglio unisce alla riflessione teorica sulla decorazione la progettazione di interventi artistici in spazi pubblici.
L’attività pittorica è testimoniata dalle numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero dove colleziona diversi riconoscimenti:
• Invito alla XXVII Biennale del muro dipinto di Dozza (BO), 2019
• Invito al Premio Bozzolo, 2015
• Ammissione al 32° premio Suzzara, 1989
La sua opera predilige la figura umana, sintetizzata attraverso un gesto pittorico che è testimonianza di un corrispondente movimento corporeo o di un moto interiore – un espressionismo introspettivo che diviene efficace mezzo di conoscenza di se stessi e del mondo.
www.albertogoglio.com | www.faredecorazione.it

NICOLA PEDRALI
Nicola Pedrali nasce a Palazzolo sull’Oglio, nel 1972. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico Statale di Bergamo, nel 1996 si diploma con lode in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera coi docenti Lydia Silvestri e Giancarlo Marchese.
Dal 2000 è Docente di Discipline Plastiche nei Licei Artistici di Brescia e dal 2006 è titolare di cattedra presso il Liceo Leonardo di Brescia. Vive a Sale Marasino, sulle sponde del Lago Sebino, dove continua a coltivare la sua passione per la scultura. Ha partecipato a numerose mostre collettive e personali, ottenendo diversi riconoscimenti:
• 1° Premio Moretto, sez. scultura, Brescia, 1997 / 1996 / 1994
• 1° premio scultura, concorso San Bartolomeo, Brescia, 1996
• Premio Salon 1 ’95, sezione scultura, dell’Accademia di Brera e Fondazione Pini, 1995
• Concorso “L’uomo e il gatto “, opera presente al congresso mondiale c/o Fondazione Cini a
Venezia, 1994
Pedrali è un artista antico, di ferro e fuoco, un concettuale alchimista che plasma la materia nella sua durezza e complessità verso forme di progressiva e chiara definizione del suo intento artistico. Nei suoi pezzi di ferro, magma, cemento, resina o legno d’ulivo, ossidi e pigmento d’oro, si coglie, nitida, quella naturale tendenza della natura imperfetta a raggiungere uno stato di perfettibilità.

www.pedraliscultore.it

GIUSEPPE RUMI
Giuseppe Rumi nasce a Palazzolo sull’Oglio nel 1962. Si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano) nel 1988. L’anno successivo si specializza come “Coordinatore d’immagine per la distribuzione commerciale”.
Attualmente insegna discipline grafiche e pittoriche al Liceo Leonardo di Brescia. Dal 1988 ha partecipato a numerose mostre collettive e personali in Italia e all’estero.
Tra i principali riconoscimenti conseguiti, ricordiamo:
• IX Premio Brera (Milano 1986)
• Premio di grafica Swylon (Milano1988)
• Premio “Grand Prix” Kobayashi Kose (Tokyo 1989/90)
È stato inoltre selezionato a:
• Premio San Carlo Borromeo, Museo della Permanente (Milano 1996)
• Premio Internazionale Lìmen Arte 2010 a Vibo Valentia
L’opera di Rumi è una sindone stratigrafica, dove il tempo è perenne flusso energetico che fluttua dalle sorgenti e scorre fino a stemperarsi in quieti fondali dorati o a inabissarsi in gore fangose.
Dal grande grembo, che tutto genera e a cui tutto ritorna, emergono ricordi e lontane consonanze: sono fossili, istantanee radiografiche o preziosi frammenti aurei di esistenze universali.

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